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Intervista al presidente Mollica

Dopo l’esordio dello scorso anno, interrotto dal lockdown, il calcio riparte e dunque riparte anche il Locri che da qualche giorno ha iniziato a sudare sotto la guida di mister Sandro Caridi. Siamo andati a raccogliere alcune impressioni del presidente amaranto, Giuseppe Mollica.

Presidente, si riparte dopo la tempesta Covid nella speranza che il campionato possa essere regolare. Quali auspici per il torneo che verrà?
«Speriamo di iniziare davvero, perché comunque l’evoluzione dell’epidemia da incertezza ed al contempo c’è voglia di svago e di calcio. Gli auspici e la fiducia sono tanti, a partire dalla possibilità di poter giocare regolarmente il torneo. È stato un peccato chiudere in maniera monca con i risultati ancora non acquisiti matematicamente e con partite avvincenti da giocare per chiudere la passata stagione. Specificatamente per il Locri 2020/21 nonostante il momento difficile, credo che abbiamo allestito una rosa di primo livello, ciò significa che vogliamo combattere fino alla fine insieme alle altre grandi del torneo, consci, anche, dell’importanza dei play off e della Coppa Italia che è uno di quegli appuntamenti che a Locri per la sua storia non rimane indifferente».

Tornando alla scorsa stagione. Oltre le difficoltà a gestire la retrocessione con l’ambiente, lo stop improvviso ha complicato anche la gestione dei debiti pregressi. Eppure, stando anche agli ultimi atti federali, il Locri sta tornando alla normalità. Cosa serve per dare ulteriore forza al progetto?
«Abbiamo dovuto lavorare sodo per due motivi: gestione debiti e gestione della retrocessione. Gli effetti della caduta di categoria è stata la cosa che più abbiamo sentito sulla pelle, poiché c’è stata una flessione di pubblico, anche per l’altalena di risultati che abbiamo avuto, conseguentemente anche la gestione dei debiti, per i quali avevamo un piano di rientro, ha subito delle modifiche anche perché ci sono state mancanze fisiologiche date dal lockdown, ma comunque siamo riusciti ad onorare ogni impegno, infatti ad oggi il Locri non ha pendenze e recentemente ci sono state anche pronunce che hanno chiuso alcune vertenze. Aggiungo che siamo riusciti dopo una stagione disastrosa a ridare credibilità al Locri calcio, infatti quest’anno siamo risultati meta ambita per molti calciatori che addirittura si proponevano di vestire l’amaranto».

Questione giovani. Si continua il rapporto di collaborazione con mister Schiavello ed il suo staff. Quanto conta questa stabilità in tema di valorizzazione?
«Siamo contenti di proseguire questo percorso consolidato con Sandro Schiavello ed il suo staff che sta dando grandi risultati, dentro e fuori dal campo e questo per tutti noi è motivo di soddisfazione a conferma che la continuità è una cosa fondamentale. Ovviamente vogliamo continuare su questa strada e speriamo di lanciare sempre più giovani, aggiungo, con orgoglio, che in zona siamo gli unici a partecipare al torneo élite.»

A proposito di mister. Esordio per Caridi, che dopo aver fatto molto bene sia a San Luca, che a Stilo si misura in una piazza importante e soprattutto a casa sua, cosa chiede dunque al pubblico?
«La società ha deciso di puntare molto sulla locresità e quindi la scelta era quasi d’obbligo per carta di identità e curriculum visti i risultati del mister che ha fatto bene da giocatore ed anche da allenatore ha sempre fatto bene, culminando con la vittoria del torneo con la Stilese lo scorso anno. Faremo in modo di metterlo nelle condizioni ideali affinché possa consacrarsi anche nel massimo torneo regionale. Al pubblico chiedo solo un po’ di pazienza e vicinanza a tutte le componenti della squadra, l’unità è alla base del successo inoltre il nostro stadio potrà contenere fino a 1000 spettatori ed è un numero congruo per la categoria e per il periodo che stiamo attraversando».

Ultima domanda. La compagine dirigenziale attuale ha spesso detto che la società è aperta a tutti, ci sono stati avvicinamenti reali o ci sono trattative in corso per dare maggiore forza alle ali di questo cavallo?
«Purtroppo l’esperienza di questi anni mi ha portato a constatare che si parla molto e si fa poco, anche quest’anno diverse sirene, tanti abboccamenti che non hanno avuto concretezza, potremmo dire tutto fumo e niente arrosto. Addirittura c’è chi in città manifesta interesse a rilevare la squadra, fa richieste a molte persone, meno che all’attuale corpo dirigente che dal primo momento ha manifestato apertura verso chi fosse interessato a fare il bene del Locri. Altra difficoltà è legata al trovare sponsor in città; vuoi per la crisi, vuoi per scelte legittime di altro tipo. Quello che mi sento di ribadire fortemente è che il Locri è di tutti ed in base alle proprie possibilità, ed interesse per questo sport, sarebbe bello dare modo di aiutare questo cavallo alato a prendere definitivamente il volo, perché il potenziale è sbalorditivo».

Fonte: StadioRadio